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QUADRUPLICAMENTO: TRA PROPAGANDA E CONFLITTI D’INTERESSE

22/04/2026 12:12

Rifondazione EmiliaRomagna

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QUADRUPLICAMENTO: TRA PROPAGANDA E CONFLITTI D’INTERESSE

Il progetto di quadruplicamento della rete ferroviaria Bologna-Castel Bolognese continua nel suo iter, il progetto di RFI che abbiamo contestato già i

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Il progetto di quadruplicamento della rete ferroviaria Bologna-Castel Bolognese continua nel suo iter, il progetto di RFI che abbiamo contestato già in passato (guarda link) sembra essere indifferente sia alle proteste dei comitati, dei problemi evidenziati dal nostro partito, e della logica perché ci continuiamo a stupire come questa calata di cemento possa essere presa in considerazione.

 

Ricordiamo che tutto nasce perché in origine, la Regione Emilia-Romagna, voleva trovare una soluzione per il traffico dei treni merci nei nodi di Bologna e Castel Bolognese, i quali intasano la linea e causano ritardi su tutta la rete. RFI allora tira fuori un progetto, un ecomostro: creare un viadotto di 37km in cemento armato alto 18 metri dal costo di 3,6 miliardi di euro. Un viadotto che taglia di fatto la pianura e causerà danni all’economia agricola del territorio.

 

Le sorprese non sono finite perché leggendo il progetto la stessa RFI ammette che il loro ecomostro NON RISOLVERÀ IL PROBLEMA DEI NODI DI BOLOGNA E CASTEL BOLOGNESE, infatti non solo perché sarà costruito prima di essi, ma anche perché ci dovrebbero far viaggiare i treni ad alta velocità, i quali però NON POTRANNO ANDARE VELOCE PERCHÈ NON HANNO ABBASTANZA SPAZIO.

 

Ad aggiungere follia a follia ci pensa anche l’amministratore delegato di RFI Aldo Isi, il quale è anche il commissario straordinario per l’alta velocità in Adriatica, nominato ufficialmente nel maggio 2025 da questo Governo, il quale sui giornali fa uscire un piano di realizzazione dell’opera. Egli parla di un programma a tappe che prevede l’approvazione del progetto entro il 16/12/2028 la realizzazione entro il 03/10/2033 e quindi l’autorizzazione e la possibilità di usarlo dal 03/04/2034 cioè in meno di 9 anni, forse a Narnia o in altri luoghi di fantasia.

 

In Italia non riusciamo a realizzare opere meno complesse come piscine o piste d’atletica in tempo per le olimpiadi da far giocare, infatti dobbiamo far scattare l’emergenza e poi finirle a metà: l’Expò di Milano del 2015 fini un anno dopo l’esposizione universale; le strutture per le olimpiadi di Torino 2006 marciscono e le autostrade costruite apposta sono semi deserte. Isi quindi racconta che nel 2034 finirà un’opera lunga 37 chilometri alta 18 metri (cioè con una serie di piloni che saranno come palazzi di 6 piani) in cemento armato e, capolavoro finale, riducendo il consumo di suolo, ora immaginate alla base di quei pilastri quanti metri cubi di cemento servono.

 

Il tacito accordo tra centro-destra e centro-sinistra su questa opera è ormai evidente, gli appalti saranno ricchissimi, questo folle progetto è un pezzo della linea che coinvolgerà il resto della rete fino a Lecce è stato finanziato per 4,1 miliardi di euro. In questi giorni a causa del dissesto idrogeologico abbiamo tutti visto come proprio un viadotto come quello sul fiume Trigno si è sciolto come burro durante l’esondazione causata dai forti rovesci, che saranno una costante nei prossimi anni.

 

Centro-destra e centro-sinistra tacciono inoltre l’evidente conflitto di interessi: Isi da commissario straordinario approva un progetto che la sua stessa azienda propone. Per impedire uno spreco enorme, paragonabile a quello del ponte sullo stretto, bisogna solidarizzare con i comitati che sono nati sul territorio, i quali grazie ad ingegneri che hanno lavorato per le ferrovie italiane hanno trovato soluzioni a costi inferiori e meno impattanti come il sistema ERMTS che già RFI ha deciso di istallare, il quale grazie a sensori e ad un software potrà gestire la rete, capire i reali problemi dei nodi importanti e quindi intervenire anche con raddoppi dove realmente serve l'infrastruttura.

 

Vi invitiamo quindi a partecipare al Convegno-Confronto sul tema organizzato dai comitati, dove saranno ospiti il MIT, RFI, la Regione etc. Si terrà sabato 16 maggio 2026 alle ore 9.30 presso il centro sociale la Stalla di Imola, via serraglio 20. (info nel link)  

 

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