
Questa mattina una nostra delegazione ha partecipato a Marzaglia al presidio promosso dal Comitato No Bretella - Sì Mobilità Sostenibile per denunciare l’interferenza della Bretella Campogalliano–Sassuolo con il pozzo C2, uno dei più importanti dell’acquedotto di Modena.
Siamo al fianco del Comitato perché riteniamo inaccettabile avviare un’opera che mette a rischio una risorsa vitale come l’acqua potabile. Ad oggi, infatti, il concessionario AutoCS non ha dimostrato la piena ottemperanza alle prescrizioni poste a tutela del campo pozzi acquiferi, e restano forti dubbi sull’adeguatezza del progetto rispetto al rischio idraulico: parliamo di un’infrastruttura che correrebbe sulla riva destra del Secchia, in un’area idrogeologicamente fragilissima.
Questa è solo l’ennesima prova di forza con cui AutoCS tenta di imporre scelte irreversibili: prima l’avvio degli espropri, poi l’annuncio dei lavori di sfalcio e deforestazione, fino alle recenti dichiarazioni del presidente della società, Emilio Sabattini (Pd), che parla di una “fase operativa” ormai imminente.
Intanto, dopo le partecipate mobilitazioni promosse dal Comitato, gli stessi politici che in questi anni hanno sostenuto e autorizzato l’opera fingono smemoratezza e si rimpallano responsabilità istituzionali e politiche e istituzionali, come se le decisioni assunte non li riguardassero direttamente.
Noi ribadiamo con forza la richiesta ai Comuni interessati, alla Provincia di Modena e alla Regione Emilia-Romagna di smetterla con lo scaricabarile e di intervenire concretamente per fermare un’opera progettata vent’anni fa, quando il cambiamento climatico era ancora ignorato, e che oggi appare inutile, costosa e dannosa. Un’opera che, per altro, duplica un collegamento già esistente e gratuito tra l’A22 e Sassuolo, risultando economicamente insostenibile alla luce dei modesti volumi di traffico previsti.
Come Rifondazione Comunista di Modena, ci battiamo da sempre contro la Bretella e continueremo ad essere al fianco del Comitato e di chi difende il territorio fino a quando su quest’opera finirà in un cestino.
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