
A Massenzatico, in provincia di Reggio Emilia, un 41enne è deceduto poco dopo essere stato colpito da agenti di Polizia di Stato con un taser, la pistola ad impulsi elettrici. È il terzo episodio in un mese, dopo quelli di Genova e Olbia.
Noi di Rifondazione Comunista abbiamo sempre contestato la decisione di dotare le forze dell’ordine di taser, perchè la pericolosità di questo strumento è nota e più volte si è dimostrata causa di danni irreparabili e di perdita di vite umane, soprattutto tra persone con patologie cardiache o in condizioni di fragilità.
Questi eventi evidenziano chiaramente i rischi e le conseguenze drammatiche dell’impiego del taser come strumento di intervento e ne chiediamo ancora una volta l’immediata interruzione del suo utilizzo.
L’uso del taser risponde ad una narrazione securitaria che, sotto la retorica della protezione, nasconde una scelta politica regressiva e classista che trasforma problemi sociali in problemi di ordine pubblico. L’ampliamento dell’uso del taser ha seguito una traiettoria progressiva negli ultimi anni, introdotto nel 2018 con i decreti Sicurezza dal Governo Conte I per le Città metropolitane e i Comuni con più di 100mila abitanti, il governo Meloni a inizio 2025 ha esteso il suo utilizzo a tutti i Comuni, eliminando ogni limitazione demografica.
Se il Ministro Piantedosi non intende sospendere l’utilizzo del taser per le forze dell’ordine, chiediamo ai sindaci dell’Emilia-Romagna di rinunciare al taser e di non accodarsi alla logica della paura che il governo vuole insinuare fra i cittadini a colpi di decreti sicurezza. La sicurezza vera non si garantisce a colpi di taser, ma nasce dall’uguaglianza, dal lavoro, dalla casa, dai diritti. Non dalle armi elettriche che stordiscono, feriscono e uccidono.
Eliana Ferrari e Stefano Grondona
Co-segreteria Rifondazione Comunista Emilia-Romagna
Matteo Chierici
Segretario Federazione Rifondazione Comunista Reggio Emilia
Alessandra Valentini
Segretaria Circolo Rifondazione Comunista Reggio Emilia
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