
Ancora due morti sul lavoro a Bologna, stavolta per le temperature altissime e in presenza di una tardiva e insufficiente Ordinanza della Giunta regionale. E' diventato drammaticamente improrogabile affrontare l'emergenza degli orari e delle condizioni di lavoro, insieme alle politiche di cementificazione selvaggia che favoriscono l'innalzamento delle temperature. La questione è sia di classe che ambientale: chi è costretto a lavorare sotto il sole o ad abitare in quartieri che subiscono abbattimenti di alberi, cementificazione, allargamenti delle infrastrutture non fa certo parte di quella fascia reddituale che può permettersi la villa sui colli bolognesi.
Ancora una volta denunciamo l'ipocrisia degli amministratori locali e regionali che, invece di favorire un serio programma di riduzione del cemento, di riforestazione, di tutela dal dissesto idrogeologico, continuano a battersi in prima linea per grandi opere inutili che hanno visto solo lo spreco di denaro pubblico e nessun risultato.
Rifondazione comunista non ci sta e continua la lotta, per ricominciare a respirare e per avere salari e condizioni di lavoro giuste e degne.
Eliana Ferrari e Stefano Grondona, co-segreteria PRC Emilia Romagna
Riccardo Gandini, Segretario Federazione PRC di Bologna
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