
A 82 anni da quel 25 luglio del 1943, in cui il gran consiglio del fascismo esautorava il duce Mussolini dalle sue funzioni di Capo del governo, c’è bisogno più che mai sia di ricordare l’Antifascismo storico, come reazione morale e politica alla dittatura del fascismo, che di praticare l’Antifascismo nell’attualità, perché quel giorno non rimanga puramente una data memoriale del calendario civile meramente celebrativa.
L’antifascismo va elaborato e interpretato in una chiave che, oltre rimarcare il ripudio del fascismo storico e della sua pericolosa rappresentazione politica corrente, sappia individuare le attuali forme deleterie in cui il fascismo si presenta: nell’oppressione dei popoli, nelle prevaricazioni del potere che si annida nelle disuguaglianze sociali, nello sfruttamento lavorativo, nelle feroci forme di discriminazione insite nel razzismo, nell’omofobia, nella violenza del patriarcato.
Il modo giusto per ricordare e celebrare questa giornata, è dunque opporsi e lottare quotidianamente contro tutte le forme in cui si manifestano il fascismo e la violenza del potere, che si nutre del silenzio e dell’indifferenza.
Oggi noi, a testa alta e con il pugno chiuso, festeggiamo per ricordare che il 25 luglio 1943 il fascismo fu rinnegato dagli stessi codardi fascisti e poi il 25 aprile 1945 fu schiacciato insieme agli invasori nazisti dagli eroi partigiani.
Abbiamo vinto contro la barbarie nazifascista allora e vinceremo sempre!
Buona 82° Pastasciutta Antifascista, compagne e compagni
Eliana e Stefano
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